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Il Territorio

Il parco archeologico di Halaesa

Zona Archeologica Halaesa Arconidea, contrada Santa Maria delle Palate. Il Parco territoriale archeologico Valle dell’Halaesa se pur istituito di recente, è in fase di affermazione, ma ha già un discreto flusso turistico e costituisce un’attrattiva nota e apprezzata. Presso il Museo Antiquarium di Alesa Arconidea di Tusa, sono esposti reperti dell’area archeologica di Alesa, sculture, lapidari. È in fase di allestimento il Museo Archeologico di Halaesa di Castel di Tusa.

Le prime tracce materiali di un abitato riconducono ad Halaesa Arconidea fondata alla fine del V sec. a.C. da Arconide, signore di Herbita. Halaesa ebbe particolare floridezza sotto la dominazione Romana, nel periodo repubblicano e nella prima età imperiale, grazie anche al privilegiato status giuridico che i Romani le concessero subito dopo la costituzione della provincia di Sicilia (241 a.C.), inserendola tra le città “liberae atque immunes”, che la esonerava, appunto, dal pagamento dei tributi verso Roma, consentendole di mantenere i propri ordinamenti con proprio  Senato e propri Magistrati, ed infine annoverandola, al tempo di Augusto, tra i “Municipi”1. 
Grazie alla posizione di particolare floridezza assunta,  significativa è stata la facoltà di emettere proprie monete di bronzo tra il II e il I secolo a.C., e quella di coniare monete di argento, facoltà di grande rilievo visto che non era consentita a nessuno altro centro in Sicilia2. 
La consistenza e prosperità dell’antica Halaesa, che le fonti letterarie (tra cui l’autorevole Cicerone) definiscono come una delle città più ricche della Sicilia, soprattutto per l’intensa attività del suo porto, la possiamo intravedere dalle mura di cinta, dal tessuto viario urbano, dall’agorà e dai sacelli adiacenti, dai resti di “insulae”, dai basamenti di edifici templari, dal “colombario”, da quanto è stato riportato alla luce della collina di S. Maria delle Palate e dalla Necropoli ritrovata circa 5 anni or sono ai margini dell’abitato di Castel di Tusa.
Halaesa si trova non lontano dal fiume omonimo Aleso oggi fiume Tusa. Gli abitanti sono detti “Alesini Siculi” originari dalle zone dell’Etna, accorsi nel territorio alesino in aiuto ad Arconide, in guerra contro Siracusa. 
Nel 339 a.C., la città era già dotata dei necessari sistemi difensivi, mura di cinta e torri ed era in condizioni di aderire all’alleanza di città Sicule e Greche capeggiate da Timoleonte signore di Siracusa. Fu proprio in questo periodo che la città sviluppa la propria economia, tanto da far estendere la propria influenza a tutte le popolazioni Alesine degli altri centri Siculi che le riconoscono il ruolo di città guida.
Nella fase successiva, consolidatosi il potere di Roma, a poco a poco, si affievoliscono i privilegi e cessano le eccezionalità, infatti, durante il 10 secolo d.C. Halaesa era tanto ricca che il pretore Verre le impose un grave tributo in denaro ed in grano, che caratterizzò l’inizio del declino della città, tra il IX e VIII secolo era già una insignificante e trascurata cittadina di provincia.
All’inizio del secolo VII Gregorio di Cipro cita Halaesa (Alisis) come cittadina ancora viva ma modesta e la carenza di notizie nei secoli successivi fa pensarne alla scomparsa per effetto di fenomeni anche naturali. Nell’842 si ebbe l’invasione delle cavallette, il terremoto nell’846 e la carestia nell’847. Le cause storiche da considerarsi possono essere le scorrerie dei barbari iniziate già nel 655 con il saccheggio di Siracusa e conclusesi con la caduta definitiva di questa città nell’anno 878.

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